Dietro la carta – Intervista a Gli Invisibili

Bentornati, eccovi il secondo articolo della rubrica Dietro la carta.

Oggi parleremo de Gli Invisibili; ma prima è meglio spiegare chi siano. Sono tutti gli aspiranti scrittori, tutti coloro che si sforzano per trasformare la loro passione in lavoro o in una parte concretamente essenziale del loro quotidiano.

Social Network letterari, incentrati sulla condivisione dei propri scritti (i più famosi sono Wattpad e EFP), sono colmi di questi individui e quindi una domanda mi è sorta spontanea: Queste piattaforme possono offrire qualche aiuto concreto ai giovani scrittori o sono solo una mera imitazione del ruolo creativo che costoro vorrebbero ricoprire?

Per offrirvi una panoramica il più possibile completa su questo scenario, mi sono rivolta a chi, assieme a me, affronta quotidianamente questa realtà. Si tratta di quattro scrittrici, di età differenti che varia dai 20 ai 30 anni, che ho voluto coinvolgere in questa intervista collettiva.

Le ragazze in questione, che per motivi di privacy verranno chiamate solo per nome, sono: Paola, Elisa, Daniela e Eleonora. Partiamo con la prima domanda.

Cosa vi aspettate dal futuro, in merito alla vostra carriera creativa?

PAOLA: È molto facile cadere in preda a false illusioni in questo campo, o meglio, nel panorama artistico generale. Mi considero una di quelle persone che già si immaginano proiettate in un futuro pieno di riconoscimenti. Invece, più passa il tempo più mi rendo conto di quanto questo sia un’immagine forse fin troppo ottimista. Questo mondo, in cui tutti noi ci ritroviamo dentro, è un mare pieno di pesci: pesci piccoli, pesci più grandi, ma anzitutto colmo di squali.

ELISA: Il mio obiettivo è quello di trasformare la scrittura in lavoro. Nonostante ci sia ancora una grande strada tutta da percorrere davanti a me, spero di raggiungere i miei obiettivi.

DANIELA: Ho intrapreso una strada diversa e la scrittura, per ora, è solo un passatempo, una valvola di sfogo. So che diventerà un lavoro, ma fra molti anni. Sono ancora troppo inesperta, ma sono sicura che vivendo troverò lo stile che più si adatta a me.


Credi che social come quelli sopracitati possano aiutare a fare esperienza/fama?

PAOLA: Sì e no. Potrebbero, certo, contribuire a diffondere parte dei tuoi lavori, ma non è detto che si riesca immediatamente ad emergere. Può essere usato per esercitarsi, però… Ma ancora non ho conseguito risultati “seri”. Inoltre, questi social sono vittime dei pregiudizi degli scrittori più “tradizionali”, per così dire: talvolta vaniamo etichettati automaticamente come autori di serie B, senza venir valutati per i nostri lavori.

ELISA: Sì, credo di sì. Oggi, con i social, è più facile raggiungere i lettori e farsi conoscere.

ELEONORA: Non saprei… Al giorno d’oggi è meno complicato auto-pubblicarsi e avere una cerchia, anche se ristretta, di lettori e appassionati. Questo anche grazie ai social.

DANIELA: Sul fatto di fare esperienza non ho nulla da ridire: scrivendo, pubblicando ed essendo a contatto quasi istantaneamente con il parere dei lettori aiuta, di certo, a migliorare. Sulla fama, invece, avrei qualche dubbio, dipende dalla bravura dello scrittore, ma anche la fortuna ha un ruolo significativo.


Come vi rapportate con la massa degli altri utenti? Sentite di essere riuscite ad emergere e a distinguervi?

PAOLA: No, non penso proprio di essermi distinta. Trovo che molte volte, in questi stessi social, si instauri una sorta di “scambio di favori”: tu mi recensisci? Io ti recensisco! E chi si taglia fuori da questo commercio non viene nemmeno considerato.

ELISA: Non credo di essermi distinta dalla massa. Penso che per riuscirci bisogni, paradossalmente, omologarsi ad essa; anche se, personalmente, preferisco di gran lunga i progetti artistici più originali.

ELEONORA: Nel tempo credo di essere riuscita a distinguermi nella mia nicchia. Con gli altri utenti ho sviluppato un rapporto di collaborazione e stimolo reciproco. Francamente non so in quanto tempo potrei trasformarlo in un lavoro.

DANIELA: Con i pochi utenti con cui interagisco ho un ottimo rapporto. Mi piace essere disponibile e aperta a tutto: critiche e non. Non so se sono riuscita a distinguermi, ma di sicuro ho la mia voce.

 

Valeria

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